Ci vorrebbe un ordinanza che obblighi l’affissione di un manifesto per ogni nato

A Pomarico, paese sospeso tra collina a pianura, hanno affisso ai muri i manifesti della presentazione di un libro. Mi fermo a leggere e rileggere. Mi piace un manifesto che comunica. Qui non si sono fermati alla comunicazione social. Hanno comunicato l’evento come raramente ormai accade.
E hanno ragione.
I manifesti hanno un’anima. I muri parlano, avvisano. Chi passa davanti a un manifesto non tira quasi mai dritto; si ferma e legge, chiede, memorizza, a volte discute.
Bisognerebbe riprendere l’abitudine di attaccare i manifesti ai muri. Ci vorrebbe un ordinanza in ogni comune che obbliga la comunicazione di un evento o accadimento attraverso l’affissione di un manifesto. Bisognerebbe ricominciare a dire: -non hai “visto” il manifesto?- E smettere di dire solo: -non hai letto il post o il tweet?-
E in questa ordinanza ci dovrebbe essere l’obbligo che per ogni bambino/a nato/a deve esserci un manifesto, così come per ogni matrimonio. E i paesi incomincerebbero a rivivere anche attraverso i muri e non a morire insieme ai nomi dei defunti e di funerali.
Sarebbe bello fermarsi davanti a un manifesto su un muro solito lungo la strada di casa e rientrando dire: -sai chi è nato oggi?-