Maratea: la perla del Tirreno

Maratea: la perla del Tirreno

All’ombra del Cristo di Maratea , scultura alta 22m, si mostra una delle più belle coste del Mediterraneo.
È la costa di Maratea di natura montagnosa che degrada verso il mare. Baie, insenature, grotte, spiagge discrete sono testimonianze di un armonico equilibrio naturale tra mare e montagne.

Le montagne coperte di verdi boschi e le acque cristalline e profonde rendono il territorio ideale per gli escursionisti che si vogliano addentrare nel vivo della vegetazione o immergersi nei fondali marini.

Sono oltre 50 le grotte marine e terrestri, delle quali alcune hanno restituito fossili e reperti preistorici, tra cui spicca la Grotta di Marina con stalattiti e stalagmiti.

Di fronte emerge l’isola di Santo Janni , così chiamata per una antica cappella dedicata a San Giovanni. Nei suoi fondali sono state ritrovate centinaia di reperti di navi romane. Sugli speroni rocciosi dell’isolotto sono state trovate anche numerose vasche destinate alla produzione del garum, salsa di pesce molto pregiata tra i Romani.

Una leggenda vuole che qui riposò Ulisse durante il suo peregrinare nel Mediterraneo.

MARATEA

Maratea  è composta da numerose frazioni Acquafredda, Cersuta, Fiumicello-Santa Venere, Marina di Maratea, Castrocucco e Maratea centro. Il centro storico conserva l’impianto originario medioevale con logge, portali e vicolo. Maratea è anche detta la città delle 44 chiese, testimonianza di una forte presenza religiosa.

Tra queste notiamo la chiesa di san Vito, più antica, forse sorta tra l’XI e il XII secolo, oggi mostra un campanile ottocentesco. Pregevole è anche la chiesa matrice S. Maria Maggiore eretta tra il XIII e il XIV secolo con monumentale portale e torre difensiva inglobata nella struttura con l’ampliamento avvenuto nei secoli successivi.

Tra le visite consigliate vi è quella al santuario di San Biagio, patrono di Maratea, fondato tra il VI e VII secolo su un preesistente tempio pagano dedicato a Demetra, dai monaci basiliani che qui trovarono un ambiente adatto alla loro pratica religiosa.

L’interno riccamente addobbato presenta la Cappella Regia in cui sono conservate, in un urna, le reliquie dei San Biagio.
Altra tappa consigliata è la visita alla statua del Redentore posta sulla vetta de monte San Biagio. Innalzata nel 1965 è la seconda al mondo, per la sua monumentale altezza, solo dopo quella del Corcovado di Rio De Janeiro, la statua, che con la sua imponenza domina l’intero paesaggio di Maratea.
Opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenti è alta 22m, con un’apertura di braccia di 19m e il volto largo 3m.