Metapontino: la spiaggia degli dei

Metapontino: la spiaggia degli dei

Venivano da dove sorge il sole, da oriente seguendo antiche rotte tracciate dai commercianti micenei e qui trovarono un ambiente ideale per loro nuova vita. I coloni greci trovarono terre fertili, solcate dai fiumi, Bradano, Basento, Cavone, Agri Sinni, che rendevano propizia l’agricoltura e l’allevamento. Si integrarono con le popolazioni indigene e fondarono colonie che la storia ci ha consegnato: Heraclea, Siris e Metapontum, dove trovò ospitalità Pitagora e vide il passaggio di Spartaco. Non erano solo più colonie; ma realtà potenti economicamente e politicamente con un territorio costellato da agorà, templi, teatri, masserie agricole. I musei nazionali di Metaponto  e Policoro e gli scavi ci permettono di intuire la grandezza e prosperità di queste terre e dei suoi abitanti. Oggi la costa Jonica è attrezzata con strutture moderne e in grado di offrire diverse tipologie di vacanze: dal semplice relax alle più esigenti richieste di sapori gastronomici ,visite culturali e percorsi ambientali.

Metaponto

I greci entrarono in contatto con gli enotri e fondarono tra le foci del Bradano e Basento una città che aveva il potere di battere moneta: Metapontum. Ospitò Pitagora e la sua scuola, venne saccheggiata da Spartaco e partecipò a molte battaglie alcune delle quali ormai epiche, che ebbero come protagonisti Annibale, Pirro.

Il monumento più rappresentativo sono le Tavole Palatine, tempio extra-moenia del VI secolo a.C. dedicato a Hera.
Sopravvivono visibili 15 colonne in stile dorico. A qulche chilometro di distanza, il parco archeologico indica l’area urbana( IV secolo a.C.) dell’antica città con strade regolari e resti di abitazioni, un teatro, l’agorà.

L’area sacra vede la presenza di luoghi di culto come templi o il maggiore santuario urbano, il tempio di Apollo Licio in stile dorico ed edificato verso il VI secolo a.C.

Pisticci

Il comune è interno, distante pochi chilometri dalle estese spiagge di Quarantotto, San Basilio, Terzo Cavone . Il paese presenta un borgo antico, interessante e particolare, contraddistinto dal rione Dirupo con le casedde, case a schiera a un piano, poste sul crinale della collina che degradano verso il basso. Da visitare la chiesa Madre con campanile duecentesco e la chiesa di Sant’Antonio arricchita da opere d’arte di pregio. La perla del territorio è sicuramente il cenobio di Santa Maria del casale, complesso religioso, datato 1087. Venne edificato sui ruderi di un antico cenobio greco-bizantino per volere di Rodolfo Maccabeo ed Emma d’Altavilla, assegnata ai benedettini poi passò ai certosini. Il portale della chiesa (sec. XIV) presenta intrecci di foglie d’acanto con archi sovrapposti alternati a tigri e aquile. Nel suo territorio, ricco di reperti archeologici, sono stati ritrovati vasi dipinti attribuiti al cosiddetto Pittore di Pisticci, le cui opere si trovano nei più importanti musei del mondo

Scanzano

Frutta, mare, sole sono gli ingredienti di una terra sana e solare. Nuove strutture turistiche sono pronte ad accogliere e coccolare gli ospiti di queste terre. Tra i suoi confini sono presenti scavi archeologici rapportati alla presenza micenea. Da visitare il palazzo baronale, detto il Palazzaccio, con torre merlata e circondata dalle casette a schiera un tempo dimore dei coloni alle dipendenze dei vari feudatari.

Policoro

E’ oggi uno dei più importanti distretti ortofrutticoli italiani. Strutture di moderna concezione sono state costruite anche per creare un turismo di alta qualità che si integri con la storia, la tradizione e l’ambiente del posto. Una storia che si perde tra i meandri della cronache e delle leggende.

Sorta sui siti magno greci di Siris e Heracle, e percorsa dai coloni micenei, offre la possibilità di ammirare i tesori che gli scavi hanno riportato in luce e presenti nel Museo nazionale della Siritide e nel Parco Archeologico. Fu capitale della lega Italiota, coalizione di forze magno greche, e fu teatro delle battaglie di Pirro. A vigilare il paese, il castello costruito nel ‘700 cui attorno si distribuiscono a schiera le casette abitate un tempo dai braccianti che lavoravano le fertile terre. Verso il mare è interessante la Riserva naturale di Bosco Pantano, sopravvivenza di una foresta preistorica nella quale si trovano molte specie vegetali e animali difficili da incontrare altrove. Sulla costa, centri velici e lidi offrono possibilità di escursioni e scoperte.

Rotondella

Il suo nucleo è distante qualche chilometro dalle spiagge. Un tempo chiamata Rotunda Maris , oggi è denominata il balcone sullo Jonio per la bellezza dei suo panorami che spaziano su tutto il golfo jonico. Il centro storico è adornato da palazzotti e portali e le stradine offrono una atmosfera accogliente e serena. Le vicine spiagge(I8) si distinguono per le acque cristalline e la bellezza del paesaggio.

Nova Siri

Con ampie distese di spiagge e la natura dolce dell’interno, così si presenta Nova Siri.
Offre moderne strutture sulla costa (I8) organizzate per trascorrere liete giornate e serate. Sport estivi e attività acquatiche, oppure completo relax coccolati dai lidi, ristoranti e locali serali. Il borgo antico di Nova Siri poco distante dal mare è dominato dal castello, rimaneggiato, e da vicoli che presentano chiese e cappelle.

Gli abitanti colorano con la loro accoglienza la visita al borgo da cui è possibile osservare orizzonti di spazi di natura incontaminata.

La Tartaruga Marina Carretta Carretta

Di particolare rilievo naturalistico in questo tratto di costa è la presenza della rara tartaruga marina Caretta Caretta, una specie fortemente minacciata e a forte rischio estinzione. In questo ambiente la tartaruga trova il suo habitat ideale per la deposizione delle uova che avviene nei tratti sabbiosi della spiaggia a fine primavera-inizio estate. La consistente presenza dell’animale ha indotto il CEA della Basilicata di Policoro e il Centro Recupero Animali Selvatici Provinciale Bosco Pantano di Policoro a organizzare il “TURTLE DAY”. In questa riserva è stato anche attrezzato un centro recupero, cura e riabilitazione delle tartarughe che vengono trovate ferite.