“Giro lungo in Lucania”

Amo perdermi tra le bancarelle dell’usato, girovagare nei mercatini e scoprire tra l’odore di polvere le luci sempre un pò soffuse  di luoghi adibiti a “botteghe dell’usato” oggetti improbabili. In realtà la mia ricerca non è mai casuale e punta sempre verso la zona dei libri.

Tanti gli acquisti di libri altrimenti mai letti e forse sentiti.

Tra questi ultimamente ho acquistato un libro di Carlo Belli, dal titolo  “Giro lungo in Lucania”,, scritto nel 1959 pubblicato nel 1989, ed. Della Cometa, Roma.

Carlo Belli, è stato un intellettuale  italiano, di spicco degli anni Trenta. Ha spaziato dall’arte all’architettura alla musica, dall’archeologia alla attualità politica. Fra le sue opere più celebri: Kn del 1935 che è considerato il manifesto italiano dell’astrattismo.

Tra le pagine di questo piccolo volume dedicato ad un suo viaggio a fine anni ’50 in Lucania leggo:
“Si trovano, in Lucania, nomi stupendi di città e paesi: un suono antico e poetico emana da essi, una gentilezza classica, testimonianza superstite di miti pastorali, li sostiene ancora, presentandoli alla fantasia del viaggiatore come appellativi di luoghi incantevoli, immuni dalla infezione materialistica dell’acciaio e del carbone. Se accanto ai nomi di Southampton, Manchester, Pittsburg, o che so io, mettere quelli dolcissimi di Atella, Venosa, Ripacandida, Acerenza, sentite il richiamo che viene da un mondo perduto e nulla è più affascinante di ciò. Li vedere poi questi paesi dai nomi così poetici: appaiono quasi tutti al sommo di alture che sembrano coni vulcanici. Sono spesso cintati da mura, e torri e campanili e facciate di cattedrali emergono assieme al castello o a qualche palazzo imponente sopra a vaste manciate di case…”

E si rafforza il mio convincimento di una terra che si dona e si mostra a chi la tratta con gentilezza e cura.