di Margherita Sarli

“In via categorica di astenersi da eventuali dichiarazioni pubbliche”.

Silenziati, o almeno negli intenti.

Così Bardi si é rivolto ai sindaci lucani mediante una missiva di poche righe, consona – forse – ad una caserma. Ma oggi, che pur c’è una situazione paragonabile ad una guerra latente, non é concesso. E non solo perché i sindaci sono essi stessi autorità sanitarie e rispondono alle più banali richieste ed esigenze dei cittadini. Non é accettabile perché i sindaci mettono toppe laddove ci sono faglie nella catena di comando.

Provano a mettere ordine nel disordine creato proprio da chi li richiama al silenzio.

E basta ricostruire quello che é accaduto dall’inizio dell’emergenza Covid. Senza volerle giudicare nel merito, si é partiti da una serie di ordinanze, che poi ordinanze non erano, o forse si, o forse a metà. Poi le sufficienti dichiarazioni che banalizzavano la situazione “prendendoci per la gola” con “un bel piatto di pasta asciutta”.

Poi una comunicazione istituzionale pressoché insufficiente che, da un lato ha ridotto all’osso le informative della Task Force regionale che, da qualche giorno, invia un solo, anzi solo UN dispaccio quotidiano con la conta, i numeri, ma nulla di più; e dall’altro, propina pochi videomessaggi (letti tra l’altro) del governatore della Regione. Ma si dirà: lavora. Certo é l’auspicio, o la consolazione. Perché se un Presidente non avverte l’esigenza di parlare ai “suoi” concittadini in un momento eccezionale, quando dovrebbe farlo?

E allora. Meglio silenziare tutti. Un meccanismo che non ha nemmeno l’ombra della trasparenza, e che soprattutto segna uno scollamento profondo tra il livello di governo ed il territorio. E già, prima l’assessore alla sanità Leone contro i medici di base, ora il PRESIDENTE con la sua reprimenda contro i sindaci. E chissà se invece queste due categorie per il prezioso ruolo che rivestono in questo momento siano state ascoltate, consultate, coinvolte, anziché redarguite.

Si ha l’impressione di essere commissariati, ma da commissari che rendono poco fluido il meccanismo di gestione dell’emergenza e creano un clima ostile proprio con coloro che dovrebbero essere loro alleati. Forse i sindaci, senza violare la privacy da alcuno, provano solo a mantenere viva la sensibilità dei cittadini costretti a casa, in attesa di avere notizie certe su tamponi, rientri e quarantene? Perché, sarà difficile da credere, di fronte non ci sono numeri ma persone.

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