Esiste un ponte invisibile che lega l’Italia e la Bielorussia ed è quello della solidarietà. Lo racconta il documentario “Il drago della terra bianca” di Sergio Palomba, con la regia di Mario Raele e l’apporto tecnico di Giuseppe Petragallo.

Da tanti anni l’associazione “Accoglienza senza Confini” di Matera è impegnata in attività di accoglienza e supporto per bambini che provengono dalle aree del disastro di Chernobyl, una delle ferite più grandi delle storia dell’umanità, che ancora non si è rimarginata.

In alcune zone, infatti, serviranno secoli perché possano considerarsi superati gli effetti devastanti sull’ambiente e la salute di quella tremenda catastrofe nucleare del 1986 e alcune settimane di vacanza in Italia può permettere ai più piccoli di sviluppare una resistenza maggiore a livello fisiologico.

E da quelle zone parte e si sviluppa questo racconto, dalla zona di esclusione al confine con l’Ucraina, a pochi chilometri dalla centrale di Chernobyl, ai paesi circostanti, per poi approdare in Italia, dove un esercito dal cuore grande, quello delle famiglie che accolgono i bambini, è pronto a riservargli amore e calore.

Un omaggio al lavoro di questi volontari e al sorriso di questi bimbi che, nonostante tutto, non viene mai meno, ma anche all’attività degli insegnanti, degli educatori e degli assistenti sociali che, ogni giorno, in questi luoghi, lavorano per assicurare un futuro migliore alle giovani generazioni.

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