Belle notizie per il documentario made in Basilicata.

Il drago della terra bianca” di Sergio Palomba con la regia di Mario Raele, realizzato con Giuseppe Petragallo e la produzione di Rvm Broadcast è in finale al Festival del Cinema patologico di Roma, in programma fino al 26 aprile.

Il documentario è un omaggio al lavoro dei volontari dell’associazione “Accoglienza senza confini” di Matera, che da tanti anni sono impegnati in attività di accoglienza e supporto di bambini della Bielorussia che provengono dalle aree del disastro di Chernobyl, una delle ferite più grandi delle storia dell’umanità, che ancora non si è rimarginata.

Da quel territorio parte e si sviluppa il racconto, dalla zona di esclusione al confine con l’Ucraina, per poi approdare in Italia, dove un esercito dal cuore grande, quello delle famiglie che accolgono i bambini, è pronto a riservargli amore e calore.

“Il drago della terra bianca” è quindi un tributo anche al sorriso di questi bimbi che, nonostante tutto, non viene mai meno, e all’attività degli insegnanti, degli educatori e degli assistenti sociali che, ogni giorno, in quei luoghi, lavorano per assicurare un futuro migliore alle giovani generazioni.

Particolarmente emozionati per l’esordio interessante nel panorama dei festival internazionali sono gli autori e i produttori, che fortemente – insieme all’associazione – hanno creduto in questo progetto, inserito in concorso nella categoria “lungometraggi”, insieme ad opere provenienti da tutto il mondo: altre tre nella stessa sezione e diciassette cortometraggi.

Il Festival del Cinema patologico nasce dall’esperienza dell’omonimo teatro romano diretto dal tenace attore e regista Dario D’Ambrosi, che coinvolge sul palco ragazzi disabili e a questa platea si riferisce proponendo produzioni senza un tema specifico ma quasi sempre di forte impatto sociale.

Questa edizione 2020, la undicesima, a causa dell’emergenza Coronavirus, si svolge tutta online e prevede, pertanto, anche un premio del pubblico.

Di seguito il teaser de “Il drago della terra bianca”. Chiunque volesse votare, invece, può farlo cliccando qui.

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