Il suo pseudonimo è la crasi tra il suo nome, Nathalie, e quello della nonna materna, Hazel, ma è anche il marchio del suo codice genetico: italiana da parte di padre, materana per l’esattezza, e inglese da parte di madre.

Nahaze è giovanissi(missi)ma ma ha già un contratto con la gloriosa Elektra Records, alla corte della quale l’ha accompagnata, credendoci per primo, Angelo Calculli, produttore di Matera diventato in pochi anni il “big bro” di Achille Lauro.

Proprio Lauro, nel dicembre scorso, l’aveva tenuta a battesimo con un featuring nel suo primo singolo, “Carillion”, cui qualche mese dopo è seguita la versione acustica.

Da qualche giorno Nahaze è di nuovo in classifica con “Wasted”, singolo che vira più verso la trap rispetto alle sonorità di “Carillon” con cui era stata subito accostata a Billie Ellish.

C’è maggiore personalità, soprattutto nel testo metà in italiano e metà in inglese a sottolineare ancora una volta le sue origini.

Incontrarla, se pure in videocall, è stato davvero un piacere.

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