Il Covid e il nuovo paradigma di pulizia e territorio

All’interno del paradigma della rappresentazioni sociali e culturali, il concetto di pulizia non riguarda semplicemente le pratiche igieniche individuali anzi è spesso legato ad aspetti sociali e culturali.
Le definizioni di ciò che è sporco e ciò che è pulito, di ciò che è puro e ciò che è impuro, sono volutamente connesse ad atteggiamenti di discriminazione sociale e razziale.
Celebri gli sfottò “lavali con la lava”, meridionali brutti, sporchi e cattivi o Napoli colera?
L’equazione culturale si sviluppa in sporco=infetto=inferiore e le rappresentazioni di sporco/pulito e puro/impuro si riferiscono anche al modo con cui le persone e le culture interagiscono con altre persone e diverse culture. Sporco/pulito, puro/impuro, superiore/inferiore, sano/malato sono ancorate alla sfera dei valori e spesso all’orientamento politico.
La “sbarrellata” di alcuni giornalisti e opinionisti, e tra le righe di qualche politico, che credevano e speravano che il sud e non il nord, fosse il focolaio di una pandemia magari, e raggiungendo così il massimo livello di onanismo, portato da migranti sporchi, poveri, inferiori è dovuta la disorientamento creato da questo virus. Questo virus ha messo in crisi non solo il sistema sociale, economico, sanitario di un intero Paese ma forse per la prima volta ha messo in discussione la propaganda di una parte di questo paese che supponeva la superiorità rispetto all’altra, di un uomo rispetto ad un altro.