“Bando alle chiacchiere: l’importante è darsi da fare, perché la vera politica è quella che mette insieme i cittadini attivi e operativi senza alcun simbolo”. Parla così uno dei giovani volontari che questa mattina, a Matera, si sono ritrovati nei pressi della chiesa rupestre di Cristo La Gravinella per ripulirla dalle scritte con cui vandali ignoti, giorni fa, hanno deturpato la bellezza del luogo.

“Siamo abituati a prenderci cura dei luoghi di questa città perché li frequentiamo abitualmente e li rispettiamo, come facevano i nostri nonni – ha aggiunto – perché possano ritrovarseli i nostri figli domani, come noi li abbiamo ereditati a nostra volta”.

La parola d’ordine è preservare, insomma, i segni ancora visibili del passato, con l’auspicio che lo facciano una volta per tutte anche gli organi preposti con le chiese rupestri disseminate nel territorio della Murgia materana, ma che innanzitutto l’esempio dato oggi fa questo gruppo di amici serva a contrastare la demenza di chi sfoga le proprie frustrazioni attraverso una bomboletta di colore spray.

 

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