Questa mattina è stata conferita all’Esercito italiano la Cittadinanza onoraria della città di Potenza.

Discorso del Sindaco di Potenza, Mario Guarente:

“Porgo un deferente saluto a:
– Sua Eccellenza il Prefetto di Potenza, Annunziato Vardè;
– Al Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota – Comandante Forze Operative Sud;
– Al Generale di Divisione Roberto Angius – Vice Comandante per il Territorio;
– Al Colonnello Augusto Gravante – Comandante del Comando Militare Esercito Basilicata;
– Alle associazioni combattentistiche d’Arma qui rappresentate dal Primo Maresciallo Luogotenente Luigi Gioia, Presidente della locale Associazione del 91°;
– Al Presidente del Consiglio comunale, avv. Francesco Cannizzaro e a tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari del Consiglio comunale di Potenza.

Era il 23 Novembre del 1980 quando, alle 19:34, una forte scossa di terremoto colpì, segnandole per sempre, due aree del Mezzogiorno d’Italia: l’Irpinia e la Basilicata.
Quel tragico evento, esploso con la forza di un milione di tonnellate di tritolo, ebbe un costo enorme per il nostro Paese in termini di vite umane.
Migliaia i morti, decine di migliaia i feriti e altrettante le persone rimaste senza casa.
Subito dopo la prima scossa tellurica – la prima di oltre cento che si susseguirono nelle ore e nei giorni successivi – l’Esercito Italiano era già schierato nelle aree colpite: 30 battaglioni, 17.400 soldati ( molti dei quali rinunciarono persino alle licenze per continuare a prestare la loro opera al servizio delle comunità colpite ), 159 ufficiali di collegamento con gli Enti locali per la razionalizzazione delle richieste di aiuto, altri 1.000 militari circa tra ingegneri, architetti e geometri, 6.734 veicoli tra autocarri, ambulanze e mezzi speciali per il movimento terra del Genio militare, 384 cucine da campo, 12.404 tende impiantate con 500 stufe e tanto, tanto altro ancora come ospedali, sacchi a pelo, etc… questi sono solo alcuni dei numeri che ci forniscono una dimensione dell’intervento dell’Esercito all’indomani del terremoto del 1980 e nei mesi successivi.
La presenza di quegli uomini in divisa da subito fece percepire la presenza dello Stato a tal punto che il Presidente Pertini, in una celebre, durissima intervista rilasciata il 26 Novembre, di ritorno da una visita nelle zone colpite, tra le altre cose disse:

” … C’è anche questo episodio che vi devo raccontare: cittadini superstiti di un paese dell’Irpinia mi hanno avvicinato e mi hanno detto ” vede, i soldati e i carabinieri che si stanno prodigando in modo ammirevole e commovente per aiutarci, oggi ci hanno dato persino la loro razione di viveri perché noi non abbiamo di che mangiare ” .

Quelle parole del Presidente Pertini testimoniarono la nobile azione e il forte spirito caritatevole dell’Esercito italiano che, ancora una volta, in quell’occasione come in tante altre, profuse il massimo impegno per sostenere le popolazioni colpite.
E in terra di Lucania non fece eccezione il 91° Battaglione, che a dimostrazione dell’opera prestata in favore e a sostegno del popolo lucano e, in particolar modo, nelle aree maggiormente colpite di Balvano e Muro Lucano, con decreto dell’11 Dicembre 1981 venne insignito dell’onorificenza della Medaglia d’argento al valore dell’esercito.
Per questo oggi, in quello che per noi rappresenta un luogo simbolo proprio perché a pochissimi metri da qui, quella sera, persero la vita due giovani ragazzi a causa della caduta di un pezzo di cornicione, il Comune di Potenza ha l’onore di conferire la cittadinanza onoraria della città di Potenza all’Esercito italiano in segno di gratitudine per l’altissimo senso del dovere e per il nobile spirito di solidarietà dimostrati dal proprio personale fornendo un contributo determinante alla generale opera di soccorso alle popolazioni della nostra regione duramente colpita dalla disastrosa calamità del sisma del 1980 e di inserire l’Esercito italiano nell’albo dei cittadini onorari del Comune di Potenza.
Personalmente vorrei esprimere anche la mia profonda gratitudine al Comando Militare esercito Basilicata e, in particolar modo, al colonnello Augusto Gravante, non solo per il contributo costante offerto nel corso di questa pandemia, ma nella quotidiana disponibilità che ha messo a disposizione dell’Istituzione che rappresento nell’ottica della collaborazione.

Antonio Esposito

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