INCUBI DI NICCHIA

fuori il secondo singolo del rapper lucano

Asettica, alienante ma al tempo stesso rabbiosa.

L’atmosfera dell’ultimo clip di Nicchia è tutto questo, oltre che inquietante, se si aggiunge che stavolta, rispetto all’esordio omonimo, quest’uomo incappucciato e volutamente anonimo cede, altrettanto volutamente, il passo a un’altra voce, trasposizione corporea dei suoi pensieri.

Quan, questo è l’alias del suo alter ego, parla di abusi, percosse e derisioni consumatesi in un collegio che, a ragione, prende l’attributo di “infernale”.

 

Questo è il più grande risultato di Nicchia: dare corpo, volto e musica ai nostri incubi.
E la sua voce, sospesa a metà tra lamento e rivendicazione, si fa espressione degli abissi della nostra mente, in un disperato grido di aiuto.
Un richiamo che coglie appieno la musica, la strada robusta e ruvida su cui corre impazzita la storia di un uomo, che ha scelto di raccontarsi senza filtri.
“Esorcizzare”, si dice in italiano. Riuscirci è un’altra lingua che Nicchia traduce abilmente in fatti.
E il nostro incubo peggiore: la verità. E con lui prende forma.

Chi è Nicchia?

Nel sottobosco di Matera si aggira un personaggio cupo, strano, schivo, il quale vive nell’anonimato, lontano dalla gente, dalla massa, conosciuto come Nicchia.
Fin da giovane affida la sua esistenza alla musica, presta le note della sua chitarra alle emozioni, compone musica inusuale, senza regole, senza conoscere il pentagramma. Poi scopre una nuova dimensione: i beat sonori.
La sua musica prende forma con l’apporto di Domenico Ragone, polistrumentista e arrangiatore, e viene rifinita dalla produzione di Ciro “Princevibe” Pisanelli.
Nicchia scrive della sua vita difficile e tormentata e continua a sperimentare nuovi universi sonori per ottenere finalmente le sue rivincite nel suo primo album, appunto “Le mie rivincite”, di prossima pubblicazione.