All’ombra di me

Antonella Ciervo racconta il suo ultimo romanzo

In un Paese in cui si scrive più di quanto si legga, potrebbe essere facile pensare che un giornalista di professione abbia la strada spianata verso il romanzo o, più in generale, verso la narrativa.

Tuttavia così non è.

Come per il cinema, serve avere l’idea, qualcosa da dire, la capacità di costruire una storia che, per interesse o potenziale empatico, sia in grado di catturare l’attenzione del lettore. E di saperla strutturare emozionando.

Antonella Ciervo è una giornalista acuta e sensibile e tutto questo è riuscita a farlo, ma non senza difficoltà.

Come chi veramente vive alla ricerca della notizia, è curiosa, attenta, sempre vigile per cogliere le molteplici sfumature dell’animo umano per andare oltre la notizia tout-court, ma ha dovuto affinare una tecnica narrativa che, dopo altri due libri, è diventata scorrevole, agile, sicura.

E col suo nuovo romanzo, il terzo per l’esattezza, lo ha dimostrato.

S’intitola “All’ombra di me” (Edigrafema, 2021) ed è davvero coinvolgente.