Accettura è un borgo della provincia di Matera situato a 770 metri di altitudine, nel cuore del Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. La sua storia è un affascinante intreccio di civiltà antiche, riti pagani e devozione cristiana.
Le Origini: dalla Preistoria alla Magna Grecia
Le origini di Accettura sono antichissime e risalgono probabilmente all’epoca della Magna Grecia. L’origine del suo nome è incerta e legata a diverse ipotesi: potrebbe derivare dal latino acceptor (lo sparviero), dal simbolo del paese con due accette (accepta-aurea), o da accepta, che indicava un piccolo appezzamento di terra.
Il territorio circostante è ricco di testimonianze archeologiche. La più importante è il sito di Croccia-Cognato, un’antica città fortificata degli Osci-Sanniti attiva tra l’VIII e il IV secolo a.C. Questo insediamento, protetto da una doppia cinta muraria, sorgeva in una posizione strategica e ricca di sorgenti d’acqua. A poca distanza si trova Petre de la Mola, una suggestiva struttura megalitica che gli studiosi ritengono fosse utilizzata come un antico “calendario di pietra” già nell’età del bronzo.
Il Medioevo e le Signorie Feudali
Durante l’Alto Medioevo, il primo nucleo abitato sorse in un’area chiamata Raja, popolata forse da genti provenienti da centri fortificati vicini. Con l’arrivo dei Longobardi, intorno al 700 d.C., venne fondato un casale fortificato e si ritiene che proprio in questo periodo sia nato il rito arboreo che ancora oggi caratterizza il paese.
La prima menzione ufficiale di Accettura, con il nome di Achitorem, si trova in una bolla papale di Niccolò II del 1060. Nel 1150 divenne un feudo della contea di Montescaglioso. Un evento drammatico segnò la sua storia nel 1272, quando un incendio distrusse completamente il paese, che fu però ricostruito poco dopo per ordine del re Carlo I d’Angiò. Nei secoli successivi, Accettura fu governata da importanti famiglie nobiliari come i Bazzano, i Della Marra, i Carafa e gli Spinelli, che hanno lasciato il segno nell’architettura del centro storico.
Il Rito del Maggio di Accettura
La storia di Accettura è indissolubilmente legata al Maggio, uno dei più antichi e spettacolari riti arborei d’Europa. Questa festa, che si svolge ogni anno nei giorni di Pentecoste in onore del patrono San Giuliano, è un perfetto esempio di unione tra antiche tradizioni pagane e fede cristiana.
Il rito celebra un matrimonio simbolico tra due alberi:
Il Maggio, lo sposo, è un cerro alto e dritto scelto nel bosco di Montepiano.
La Cima, la sposa, è un agrifoglio proveniente dalla foresta di Gallipoli-Cognato.
I due alberi vengono tagliati e trasportati in paese con grande partecipazione popolare: il Maggio viene trainato da coppie di buoi, mentre la Cima è portata a spalla. Una volta giunti in paese, la Cima viene innestata sul tronco del Maggio. L’albero unito, alto oltre 30 metri, viene infine innalzato nella piazza principale, come rito propiziatorio per la fertilità e l’abbondanza.