S’intitola “Dimenticami dopodomani” l’ultimo libro di Andrea Di Consoli, che l’autore ha presentato nella sua Basilicata in due distinti eventi, uno a Potenza, il 27 giugno, nel Polo Bibliotecario, e uno a Matera, il 29, negli spazi di Ecoverticale, in occasione della ripresa delle attività dell’associazione Medeura, in collaborazione con I Presidi del Libro e Letti di Sera.
Nato a Zurigo nel 1976 da genitori lucani, Di Consoli è tornato in Italia nel 1987, stabilendosi a Rotonda, il paese di origine della sua famiglia. Da oltre due decenni vive a Roma ma il legame con la sua terra natale è rimasto profondo e indissolubile.
Descritto come un “irregolare” lontano dalle mode correnti e dalle furbizie editoriali, l’autore ha composto un canzoniere realistico e struggente, rappresentativo della sua generazione.
“Dimenticami dopodomani” è una raccolta inclassificabile, a metà tra poesie e racconti in forma poetica. La lettura offre l’impressione di un romanzo: un viaggio sentimentale e viscerale di un uomo del Sud, ormai adulto, tormentato da nostalgie, sensi di colpa, desideri e paure. I temi cari all’autore – l’identità meridionale, la solitudine, l’amore, la paternità, la memoria e la morte – emergono con una forza espressiva straordinaria, dando vita a un canto urgente e necessario.
Si chiude così una trilogia iniziata con “Diario dello smarrimento” (2019) e “Tutte queste voci che mi premono dentro” (2021).
In occasione della presentazione del libro, Sergio Palomba ha incontrato Andrea Di Consoli, che è anche giornalista e autore televisivo per la RAI, documentarista e sceneggiatore, per un’intervista che si è trasformata in una chiacchierata intima e appassionante.