Fischiava il vento a Matera: il racconto sentimentale del Pci tra storia e passioni

Fischiava il vento a Matera: il racconto sentimentale del Pci tra storia e passioni

Una storia fatta di miti, riti e, soprattutto, di persone. Nella cornice della Libreria Mondadori in Piazza Vittorio Veneto, Claudio Caprara ha presentato il suo ultimo volume “Fischiava il vento. Storia sentimentale del comunismo italiano”, edito da Bompiani. Un viaggio che attraversa il secolo scorso per restituire una dimensione intima a una delle più grandi esperienze politiche del nostro paese.

Non è stata solo la cronaca di un partito, ma un’immersione in quella “dedizione assoluta” che ha segnato la vita di milioni di militanti. Il dialogo, moderato da Serafino Paternoster, ha visto la partecipazione dell’autore e di Gianni Pittella, offrendo uno spaccato inedito su un’epoca in cui il politico e il personale si intrecciavano indissolubilmente.

Il Pci tra militanza e sentimenti

Il libro parte da istanti privati per raccontare la storia collettiva: dal legame tra Palmiro Togliatti e Nilde Iotti alla nascita del Partito comunista d’Italia nel 1921. Claudio Caprara, nato significativamente il 21 gennaio in una sezione di partito nella “rossa” Imola, evoca i luoghi simbolo come la scuola delle Frattocchie e le feste dell’Unità, portando il lettore dentro un mondo di amori, tradimenti e speranze rivoluzionarie.

Il dialogo con Gianni Pittella

Durante l’incontro, l’intervento di Gianni Pittella ha contribuito a contestualizzare l’eredità di quella stagione, sottolineando come il comunismo italiano sia stato un’esperienza unica, capace di interpretare istanze di cambiamento senza scivolare nelle degenerazioni autoritarie viste altrove. Un’impronta profonda che, come emerso dal dibattito, continua a interpellare la coscienza politica odierna.

Abbiamo seguito la serata e raccolto le riflessioni di Claudio Caprara e Gianni Pittella.