MATERA 4 aprile 2026 – Un gigante che respira e rigenera il territorio. Le costanti precipitazioni che hanno interessato il materano negli ultimi giorni hanno portato l’invaso di San Giuliano a livelli record rispetto agli ultimi anni. Secondo i dati dell’Autorità di Bacino della Basilicata, al 31 marzo 2026 si registravano oltre 23 milioni di metri cubi d’acqua in più rispetto alla stessa data dell’anno precedente, superando la soglia dei 54 milioni complessivi.
Un volume destinato a crescere ulteriormente a causa delle piogge proseguite fino a oggi, che ha reso necessario l’intervento tecnico per la gestione dei flussi. L’Ufficio di Protezione Civile regionale ha infatti attestato una condizione di “rischio diga ordinario” e un “rischio idraulico a valle moderato”, portando alla decisione di attivare il rilascio controllato dalle paratie con una portata di 250 metri cubi al secondo. Dal 1° aprile al 1° settembre, il Dpcm in vigore stabilisce che la quota di invaso assentita debba attestarsi a 100,25 metri sul livello del mare.
È proprio ora che la risorsa c’è che bisogna lavorare sulla programmazione e sulla gestione futura dell’acqua, la più importante risorsa di cui disponiamo. Il tema della governance diventa centrale per definire quale ruolo giocherà la Basilicata nei prossimi anni: la regione non può limitarsi a essere spettatrice, ma deve farsi protagonista della gestione idrica del mezzogiorno.
Diventa fondamentale prevedere investimenti strutturali nelle infrastrutture per ridurre le perdite e ottimizzare la distribuzione, mettendo in campo contemporaneamente buone pratiche per il risparmio idrico in ogni settore, dall’agricoltura all’uso civile. L’acqua è il nostro oro bianco e la Basilicata ha il dovere di tutelarlo con una visione lungimirante, trasformando l’abbondanza di oggi in una garanzia di stabilità per domani.
di Sergio Palomba



