Allarme degli edili Aniem di Confapi Matera: «manutenzione dei fiumi bloccata e imprese al tracollo»

Allarme degli edili Aniem di Confapi Matera: «manutenzione dei fiumi bloccata e imprese al tracollo»

MATERA 23 luglio 2026 – Un blocco normativo e burocratico che si protrae da oltre quattro anni sta paralizzando le attività di estrazione di materiale litoide dai fiumi lucani, con pesanti ripercussioni sul tessuto economico regionale, sulla realizzazione delle opere pubbliche e sulla tutela dell’ambiente. La denuncia arriva dalla Sezione Edili Aniem di Confapi Matera, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa guidata dal presidente Mario Bitonto per fare il punto sulla situazione e sollecitare un intervento urgente del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata.

Al centro della contestazione vi è l’attuale impianto normativo regionale, basato su un sistema di interventi attivabile esclusivamente previa segnalazione dei singoli Comuni per criticità territoriali. Una procedura definita lenta e inidonea a garantire una corretta e continua manutenzione degli alvei fluviali. Secondo quanto illustrato da Bitonto, questo stallo genera conseguenze dirette su più fronti: l’arresto delle imprese estrattive con conseguente rischio di licenziamenti, la carenza di materiale inerte per i cantieri stradali e ferroviari in corso sul territorio e il progressivo aumento del rischio esondazione lungo i corsi d’acqua. La necessità di approvvigionarsi di inerti da fuori regione comporta inoltre il transito quotidiano di oltre cento camion sulle arterie stradali lucane, con conseguente impatto ambientale e deterioramento della rete viaria.

La Sezione Edili ha ricordato come in passato la stessa Regione abbia autorizzato interventi di ampia portata, citando l’affidamento in concessione che tra il 2017 e il 2022 ha consentito l’estrazione di 450mila metri cubi di materiale nel tratto del fiume Basento nei pressi di Calciano. Alla fine del 2025 l’associazione di categoria ha depositato una proposta di legge regionale per semplificare le procedure autorizzative e ripristinare un meccanismo di concessione snello, sulla falsariga della normativa antecedente, oltre a chiedere il riaccorpamento delle competenze burocratiche tra cave di versante ed estrazioni fluviali per ridurre i tempi di attesa ed evitare rischi idrogeologici in vista della stagione autunnale.