Giando: l’odissea del gusto da Lavello a Hong Kong.                La storia dello chef Giandomenico Caprioli

Giando: l’odissea del gusto da Lavello a Hong Kong. La storia dello chef Giandomenico Caprioli

Il successo di Giandomenico Caprioli rappresenta la prova tangibile di come il valore lucano, se affiancato a una visione globale, possa riscrivere la geografia della ristorazione internazionale. Recentemente, il conferimento del Premio Heraclea ha segnato l’abbraccio simbolico con la propria terra d’origine, un riconoscimento che si aggiunge al titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia conferitogli nel 2021 per il suo ruolo di ambasciatore del Made in Italy nel mondo.

Il legame con le proprie radici emerge con nitidezza nelle parole dello chef:

“Noi lucani possediamo un carattere armonioso. È un’armonia che risiede nel nostro accento, nella compostezza con cui ci poniamo al mondo e, soprattutto, in una cucina che non ha bisogno di gridare per convincere.”

Questa visione ha condotto il suo ristorante “Giando” a conquistare il 15° posto nella guida 50 Top Italy 2025, affermandosi tra i grattacieli di Hong Kong ma mantenendo l’identità legata al territorio del Vulture.

Dalle radici a Lavello alla formazione internazionale

La storia di Caprioli prende il via in una fattoria di Lavello, in provincia di Potenza. Cresciuto in una famiglia numerosa, ha appreso fin da giovanissimo la cultura della terra e i segreti della materia prima: la lavorazione della pasta fatta a mano, la cura per i pomodori da conserva e la ricerca dell’origano spontaneo.

A 13 anni la prima esperienza fuori dalla Basilicata nella rosticceria del fratello a Rimini, dove apprende la disciplina della cucina romagnola. Successivamente, il percorso formativo lo porta a lavorare al fianco di Gino Angelini al Grand Hotel Des Bains di Riccione, prima di affrontare brevi parentesi e sfide all’estero, tra cui l’esperienza negli Stati Uniti sostenuta dal restaurateur Mauro Vincenti.

Alla corte degli Agnelli e l’arrivo a Hong Kong

Tra il 2000 e il 2003 la carriera di Caprioli si intreccia con l’alta diplomazia e l’aristocrazia italiana: viene infatti scelto come cuoco personale di Gianni Agnelli, viaggiando tra New York, St. Moritz e la Corsica. È in questo contesto che nasce il nome d’arte con cui è conosciuto nel mondo, suggerito da Donna Marella Agnelli per abbreviare il nome di battesimo Giandomenico.

Nel 2004 il trasferimento ad Hong Kong come Executive Chef. Nel 2012 inaugura il ristorante “Giando” a Wan Chai, caratterizzato anche dalla presenza di arredi provenienti dalla casa di famiglia a Lavello. Negli anni la struttura si è ampliata dando vita a un gruppo che comprende la Giá Trattoria Italiana, i format Cotto & Crudo e Mangio, oltre alla rete di distribuzione Mercato Gourmet, nata per importare in Asia i prodotti delle piccole aziende agricole e cantine boutique italiane.

L’attività dello chef ha trovato una delle sue collaborazioni più prestigiose nel 2024 con l’evento promosso in occasione del decennale di Mercato Gourmet presso The Peninsula Hotel, consolidando una presenza internazionale ancorata ai valori e alla cultura della Basilicata.

Intervista esclusiva a cura di Sergio Palomba per Basilicata Media.