Tra l’abbazia di San Michele Arcangelo e le strade del centro storico è tornato il silenzio inquietante dei Cucibocca. Un rito arcaico che segna la fine delle festività natalizie tra leggenda, penombra e catene trascinate sul lastricato.
Mentre il mondo festeggia l’arrivo della Befana, a Montescaglioso si consuma una delle tradizioni più enigmatiche del mezzogiorno d’Italia. Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, figure oscure e silenziose, avvolte in mantelli neri e con il volto coperto da folte barbe di canapa, si aggirano per le vie del borgo: sono i Cucibocca.
Vestiti con cappellacci di paglia e portando con sé una lanterna e un lungo ago, queste figure spaventose hanno il compito simbolico di “cucire la bocca” ai bambini, invitandoli al silenzio e al sonno per permettere alla Befana di portare i suoi doni. Il suono cupo delle catene spezzate che trascinano ai piedi rompe il silenzio dei vicoli, creando un’atmosfera carica di suggestione e timore reverenziale.
L’origine del rito si perde nella notte dei tempi, legata probabilmente alla fine dei banchetti natalizi o a antiche credenze magico-religiose che vedevano in queste figure gli spiriti dei defunti che tornavano a visitare il mondo dei vivi.