Selezioni durissime, cinque anni di studio e un laboratorio incastonato nei Sassi. L’ICR di Matera è l’accademia d’élite che forma i migliori restauratori italiani, garantendo un futuro lavorativo certo. Entriamo nelle aule di questa eccellenza silenziosa con la direttrice Eleonora Gioventù, per vedere in prima persona come si impara a salvare la storia.
Matera non è soltanto una città simbolo della storia e della cultura mediterranea, ma anche un luogo dove si formano le nuove generazioni di restauratori italiani.
Dal 2015, infatti, la città ospita la sede della Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Centrale per il Restauro, istituzione nata a Roma nel 1939 e considerata tra le più autorevoli nel campo della #conservazione dei #beni culturali.
La nascita della sede materana, fortemente voluta dal soprintendente Michele D’Elia, ha rappresentato un passaggio importante non solo per la #Basilicata, ma per l’intero sistema della formazione nel restauro.
Un progetto di ampio respiro che ha trovato nei #Sassi, nel #patrimonio #rupestre e nell’identità stessa della città un laboratorio naturale unico per attività di studio, ricerca e intervento sul patrimonio storico-artistico.
Il percorso di studi dura cinque anni e l’accesso avviene attraverso una selezione basata su prove pratiche e teoriche. Gli studenti ammessi sono pochi, ma questa realtà dell’alta formazione è tra le rarissime in grado di garantire prospettive occupazionali praticamente complete ai propri studenti, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.
Entriamo nella Scuola con una guida d’eccezione, la direttrice della sede di Matera Eleonora Gioventù.