Sanità a Matera: la chirurgia senologica riapre «a metà», ma le Sciarpe Rosa non ci stanno

Sanità a Matera: la chirurgia senologica riapre «a metà», ma le Sciarpe Rosa non ci stanno

La riattivazione della chirurgia senologica all’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera — sancita dal protocollo d’intesa tra l’Azienda Sanitaria Locale e l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture — non ha placato la mobilitazione delle pazienti (e delle ex) del territorio.

La vicenda affonda le sue radici nel novembre del 2025, quando la decisione della Regione Basilicata e dei vertici sanitari di sospendere le attività di chirurgia senologica nel presidio materano provocò un’immediata levata di scudi. A guidare la protesta fu un gruppo spontaneo di donne riunite sotto il simbolo delle “Sciarpe Rosa”. Si tratta di ex pazienti e cittadine in cura che hanno presenziato ai consigli comunali e mobilitato l’opinione pubblica, raccogliendo oltre quattordicimila firme contro quello che è stato definito fin da subito un depauperamento ingiustificato dei servizi sanitari della città.

Nel mese di agosto del 2026 è stato poi annunciato l’accordo per un’équipe chirurgica integrata tra Azienda sanitaria di Matera e il centro di ricerca di Rionero. Tuttavia, a metà settembre, la ripartenza effettiva delle sale operatorie resta ancora al palo.

Le perplessità espresse dal movimento delle Sciarpe Rosa e dagli osservatori locali riguardano in primo luogo la precarietà temporale della convenzione, formulata per la durata di un solo anno. Sebbene l’accordo sia rinnovabile, questa impostazione non offre garanzie di continuità assistenziale né consente una vera programmazione strutturale a lungo termine per il presidio materano.

A questo si aggiunge la critica sull’impianto dell’accordo, che di fatto sposta il baricentro decisionale, i volumi operativi e le competenze gestionali in capo all’istituto di Rionero in Vulture. In questo modo Matera viene relegata a una posizione di mera subalternità logistica.

La soluzione adottata finisce così per convalidare la tesi di un progressivo e inesorabile smantellamento delle eccellenze dell’Ospedale Madonna delle Grazie, ridotto a semplice terminale periferico per interventi complessi centralizzati altrove. Resta dunque aperto l’interrogativo sulle tempistiche reali di ripresa delle attività e sulla tenuta di un modello che le pazienti giudicano un compromesso al ribasso per la tutela della salute femminile nel territorio.