Matera 2026, l’arte unisce il Mediterraneo: presentati i dieci progetti di “Terre Immerse”

Matera 2026, l’arte unisce il Mediterraneo: presentati i dieci progetti di “Terre Immerse”

Un’infrastruttura di relazioni umane e culturali per trasformare la città in un laboratorio di produzione artistica contemporanea aperto all’intera area euromediterranea. Presso la sala Mandela del Comune di Matera è stato presentato ufficialmente il programma di residenze artistiche “Terre Immerse – Comunità Creative Euromediterranee”, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 in stretta sinergia con l’amministrazione comunale, finanziata dal Ministero del Turismo tramite il Fondo Unico Nazionale per il Turismo e dalla Regione Basilicata.

L’incontro pubblico ha visto la partecipazione della direttrice generale della fondazione, Rita Orlando, dell’assessora comunale alla cultura, Simona Orsi, e dei rappresentanti delle dieci organizzazioni lucane selezionate che hanno curato la co-progettazione degli interventi: Centro Mediterraneo delle Arti, Consorzio Materahub, Edinea, Fondazione Southeritage, Gommalacca Teatro, Momart, Oltredanza, Osmosis, Ombre Meridiane e Strane Nuvole. Il cartellone si sviluppa attraverso linguaggi eterogenei – dalla danza contemporanea alla sperimentazione sonora, fino alla fotografia, al cinema, al fumetto, al design e all’artigianato tessile – articolati dentro quattro assi tematici: stratificazioni, isolamenti, contaminazioni e transumanze.

Le attività operative si svolgeranno tra settembre e novembre 2026 e abiteranno luoghi suggestivi del territorio, come ipogei, palazzi storici, laboratori nei Sassi, una masseria nell’agro materano e una biblioteca del fumetto. Contestualmente è stato lanciato il bando internazionale rivolto agli artisti dei paesi membri dell’Unione per il Mediterraneo. I candidati selezionati per i singoli profili professionali risiederanno a Matera per quattro settimane continuative, beneficiando del supporto logistico delle associazioni ospitanti e animando la vita cittadina con open studio e restituzioni finali. Le scadenze e i dettagli per presentare la domanda sono consultabili sul sito web istituzionale della fondazione. Le installazioni, le performance e le opere audiovisive prodotte durante i laboratori rimarranno di proprietà della comunità, sedimentando nell’offerta culturale permanente del territorio.