Il Castello Sichinulfo, noto anche come Castello Feudale di Grottole, si erge maestoso sulla sommità della collina della Motta, dominando l’antico borgo di Grottole. La sua posizione strategica, probabilmente in precedenza occupata da un insediamento romano, offre una vista panoramica sulla città e sul paesaggio circostante.
La storia del castello affonda le radici nel lontano IX secolo, precisamente nell’anno 851, quando fu voluto dal principe longobardo di Salerno, Siconolfo. Originariamente concepito come torre difensiva, il castello ha subito nel corso dei secoli diverse trasformazioni e ampliamenti, adattandosi ai vari usi e ai mutamenti di potere. Tra il XVII e il XVIII secolo, sotto il dominio della potente famiglia dei Sanseverino, la sua struttura fu notevolmente ampliata, assumendo in parte l’aspetto che possiamo ammirare oggi. Precedentemente, il castello era stato anche possedimento della famiglia Sances.
Oltre alla sua importanza storica e architettonica, il Castello Sichinulfo è avvolto da un’affascinante leggenda, quella di Abufina. Si narra che Abufina fosse una giovane e bellissima fanciulla, figlia del feudatario, innamorata di un giovane di umili origini di nome Selepino. Il loro amore contrastato ebbe un tragico epilogo: mentre Abufina correva incontro al suo amato, un incidente la portò alla morte nel torrente Basento. Si dice che nelle notti di primavera, il fantasma di Abufina possa ancora essere avvistato affacciato alla finestra del torrione del castello, in attesa del suo amato. Questa leggenda popolare aggiunge un tocco di mistero e romanticismo alla visita del castello, rendendolo una tappa imperdibile per chi visita Grottole.
La struttura attuale del castello presenta una torre centrale a base quadrata, che testimonia la sua originaria funzione difensiva. All’interno, si possono immaginare le sale che formavano il corpo della fortezza, tra cui un grande camino abbellito da splendidi stucchi. Agli inizi dell’Ottocento, il castello contava ben 13 stanze ai piani superiori e 6 ai piani inferiori, oltre a una stalla e una cantina. Anche se oggi il castello è in parte in rovina e visitabile solo esternamente, la sua imponente facciata continua a dominare il paesaggio, offrendo scorci suggestivi da diverse parti della città.
Un aneddoto curioso lega il Castello Sichinulfo al mondo del cinema: nel 2018, il regista Giovanni Veronesi scelse proprio questa location per ambientare alcune scene del suo film “I moschettieri del Re”. Questo evento ha contribuito a far conoscere ulteriormente la bellezza e il fascino storico del castello a un pubblico più ampio.
Per i visitatori interessati a scoprire la storia e le leggende di Grottole, una visita al Castello Sichinulfo rappresenta un’occasione unica per immergersi nel passato di questo affascinante borgo lucano. La sua posizione elevata offre inoltre un punto di vista privilegiato per ammirare il panorama circostante e scattare fotografie memorabili.
Castello Sichinulfo - Grottole
Castello Sichinulfo - Grottole
Vista frontale del Castello di Sichinulfo - Grottole
Castello Sichinulfo - Grottole. Veduta dall'alto
Veduta sul centro storico di Grottole e la chiesa diruta
Castello Sichinulfo - Grottole
Vista dall'interno del Castello di Sichinulfo - Grottole.
Castello Sichinulfo - Grottole
Dettaglio torre Castello Sichinulfo - Grottole
Antico camino in pietra all'interno del Castello di Sichinulfo, Grottole, Basilicata.
Veduta aerea del Castello di Sichinulfo a Grottole, circondato dalle colline
Grottole, corte interna del Castello Sichinulfo
Grottole, pozzo nella corte interna del Castello Sichinulfo
Grottole, corte Castello Sichinulfo
Grottole, scalinata corte interna Castello Sichinulfo
Grottole, corridoio a volta Castello Sichinulfo
Grottole, torre di avvistamento del castello Sichinulfo
Grottole, veduta da interno Castello Sichinufo
Grottole, sala conferenze del Castello Sichinulfo
Grottole, interno sala conferenze del Castello Sichinulfo
Grottole, sala conferenze Castello Sichinulfo
Grottole, ingresso sala conferenze del Castello Sichinulfo