Aliano è un borgo dalle risonanze magiche, abbarbicato su un colle che svetta sulla Val d’Agri.
Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Carlo Levi – che vi soggiornò negli anni ’30 del Novecento – e ai Calanchi, suggestivi pinnacoli naturali di composizione argillosa modellati dall’erosione del tempo che rendono l’area circostante molto simile a un paesaggio lunare. Così li descrive lo scrittore torinese: “Su una terra remota come la luna, bianca in quella luce silenziosa, senza una pianta né un filo d’erba, tormentata dalle acque di sempre, scavata, rigata, bucata”.