Introduzione e Origini del Nome
Grottole, un incantevole comune italiano situato nella provincia di Matera, in Basilicata, si erge strategicamente su un promontorio tra i fiumi Bradano e Basento. La sua vicinanza a Matera, città patrimonio mondiale dell’UNESCO, e la fertilità del suo territorio, ricco di risorse idriche, ne suggeriscono l’importanza storica. Considerato uno dei centri più antichi della Basilicata , Grottole vanta una storia millenaria che affonda le radici in epoche remote.
Il nome “Grottole” deriva molto probabilmente dal latino “Cryptulae” o dal greco “Kruptai”, entrambi termini che significano “piccole grotte” o “luoghi nascosti”. Questo nome fa riferimento diretto alle numerose cavità naturali, le “grotticelle”, presenti nel paesaggio circostante, in particolare lungo le pendici del paese. Queste grotte non solo hanno dato il nome al borgo, ma hanno anche influenzato profondamente il suo sviluppo, venendo utilizzate fin dalla preistoria come rifugi e, successivamente, come laboratori dagli artigiani locali per la lavorazione dell’argilla, un’attività tradizionale importante per l’identità del luogo.
Le Antichità: Dalla Preistoria all’Epoca Romana
Le evidenze archeologiche indicano che l’area di Grottole è stata abitata fin dalla preistoria. Le grotte naturali potrebbero aver fornito i primi ripari per questi antichi abitanti.
Successivamente, durante il periodo della Magna Grecia (a partire dall’VIII secolo a.C., anche se alcune fonti menzionano il XIII-XII secolo a.C.), Grottole faceva parte del territorio della colonia greca di Metaponto, uno degli insediamenti più influenti della regione. Questa appartenenza al mondo greco ha integrato Grottole in una rete culturale e commerciale più ampia, lasciando tracce come le tombe di epoca ellenistica rinvenute nell’area di San Domenico e la possibile origine greca del nome stesso (“Kruptai”).
Anche l’epoca romana ha lasciato segni importanti. Grottole ottenne lo status di “Municipium”, che le conferiva una certa autonomia amministrativa all’interno del sistema romano. La sua posizione strategica, forse vicino all’antica Via Appia, e il ritrovamento di costruzioni romane (sempre nell’area di San Domenico) testimoniano la continuità dell’insediamento e la sua rilevanza durante questo periodo.
L’Alto Medioevo: Longobardi e Normanni
Dopo il declino dell’Impero Romano d’Occidente, Grottole entrò nell’orbita del Principato longobardo di Salerno. Fu in questo periodo che l’insediamento venne fortificato. La costruzione del primo nucleo del castello, noto come Castello Sichinulfo, è attribuita al principe longobardo di Salerno, Siconolfo (o Sichinolfo), con datazione prevalente intorno all’851 d.C., sebbene alcune fonti suggeriscano date anteriori (604 d.C.). Questo castello segnò un passo importante per la difesa della città. Intorno all’anno 1000, Grottole sembra essersi sottratta per un periodo al controllo diretto longobardo.
Nel 1042 (o 1061 secondo altre fonti), con la conquista normanna dell’Italia meridionale, Grottole passò sotto il controllo di Guglielmo Braccio di Ferro. Successivamente, il controllo passò a Roberto il Guiscardo e il feudo fu assegnato ai Conti Loffredo di Matera, legando il destino di Grottole a quello della vicina città e integrandola nelle nuove strutture amministrative e militari del regno normanno.
L’Età Feudale: Signorie e Nobiltà
Per secoli, Grottole fu un feudo governato da una successione di influenti famiglie nobiliari. Dopo i Conti Loffredo di Matera (di cui si ricorda Alessandro Loffredo), si susseguirono diverse casate, tra cui gli Avanello, i Marchesano, i Lauria, i Monteforte, gli Orsini Del Balzo, i Gaetani Dell’Aquila d’Aragona, gli Zurlo-Pisciscelli, i Sanchez De Luna d’Aragona, i Caracciolo di Melissano e gli Spinelli di San Giorgio. Questa frequente successione suggerisce la rilevanza strategica del feudo.
Nel 1738, la famiglia Sanseverino di Bisignano, una delle più importanti del Regno di Napoli, acquisì il controllo del feudo tramite matrimonio. I Sanseverino furono gli ultimi signori feudali di Grottole, mantenendo il controllo fino al 1874. Figure legate a questo periodo includono Luigi Sanseverino, XIII Principe di Bisignano, e Pietrantonio Sanseverino, che intorno al 1750 trasformò una sala del castello in un teatro. Lo stemma comunale, riconosciuto nel 1929, riflette questa storia con simboli come le grotte, la quercia e la torre.
Monumenti Significativi
Castello Sichinulfo: Di origine longobarda (851 d.C. o forse prima), sorge in posizione dominante sulla collina della Motta. Ampliato nei secoli XVII-XVIII sotto i Sanseverino, presenta una torre centrale e diversi ambienti. È legato alla leggenda di Abufina ed è stato usato come set cinematografico.
La Diruta (Chiesa dei Santi Luca e Giuliano): La sua costruzione iniziò nel 1509 su resti di templi precedenti, ma non fu mai completata. Deve il nome “Diruta” al suo stato di rovina, causato da crolli dovuti a terremoti (in particolare nel 1694 e metà XVIII secolo). Nonostante ciò, conserva un aspetto imponente, con il portale principale e il campanile (che reca lo stemma Del Balzo-Orsini) ancora visibili. Fu chiesa parrocchiale fino al 1750-1760.
Il Santuario di Sant’Antonio Abate è molto più di un luogo di culto: è uno scrigno di fede, tradizione e mistero. Le sue origini risalgono al XIV secolo e, tra leggende popolari, pellegrinaggi secolari e storie tramandate di generazione in generazione, continua ad affascinare visitatori e devoti. Qui, spiritualità e cultura si incontrano in un’atmosfera senza tempo, rendendo ogni visita un viaggio nella memoria e nell’anima lucana.
Altojanni: A circa 12 km da Grottole si trovano le rovine di questa antica città medievale, scomparsa intorno al XV secolo. I resti includono fortificazioni, una chiesa e fosse per la conservazione di alimenti. Si ipotizza che fosse conosciuta anche come Ortosa, Ortora o Orsara e che fu soggetta a diverse dominazioni (Longobardi, Saraceni, Angioini, Aragonesi) e signori feudali.
Eventi Recenti e Aspetti Socio-Culturali
Grottole mantenne un ruolo di crocevia culturale e commerciale fin dall’antichità. L’artigianato legato alla lavorazione dell’argilla, praticato nelle grotte, ha sempre rivestito grande importanza storica e culturale, continuando ancora oggi.
Nel 1799, durante l’epoca napoleonica, Grottole aderì agli ideali repubblicani, partecipando attivamente ai moti contro la nobiltà feudale.
Il XX secolo ha portato sfide significative, tra cui un forte spopolamento dovuto all’emigrazione economica verso centri maggiori. Inoltre, il devastante terremoto del 1980 causò danni considerevoli e portò all’abbandono di molte abitazioni nel centro storico. Documenti storici indicano che intorno al 1010 Grottole fosse molto popolosa (circa 13.000 abitanti), numero poi drasticamente ridotto da pestilenze e guerre nel corso dei secoli.
Oggi, parte del territorio di Grottole rientra nella Riserva Regionale di San Giuliano, istituita intorno all’omonimo lago artificiale. Nei pressi del lago è stato ritrovato l’importante scheletro fossile di una balena risalente al Pleistocene.